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	<title>Il Gioco dei Quindici</title>
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		<title>Il Gioco dei Quindici</title>
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		<title>&#8220;Un apostrofo può cambiarti la vita&#8221; &#8211; Trap (Altro&#8230;)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:08:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da una settimana hai cancellato tutti gli impegni di lavoro e ti trascini da un ufficio all’altro, da una zona all’altra della Capitale. Entri, fai le code che devi fare, ritiri tutti i moduli disponibili (già ti guardano brutto), ti apparti a scrivere, aggiungi in maiuscolo “ALTRO” sotto F e M alla voce SESSO, restituisci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=153&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una settimana hai cancellato tutti gli impegni di lavoro e ti trascini da un ufficio all’altro, da una zona all’altra della Capitale. Entri, fai le code che devi fare, ritiri tutti i moduli disponibili (già ti guardano brutto), ti apparti a scrivere, aggiungi in maiuscolo “ALTRO” sotto F e M alla voce SESSO, restituisci tutto in bianco barrando solo la casella ALTRO ogni volta che la trovi alla fine di una lista di opzioni. Consegni e te ne vai, senza rispondere ai mortacci degli impiegati e agli sghignazzi della Confraternita della Fila.</p>
<p>Ogni mattina, prima di avventurarti nella nuova giungla di uffici, vai in edicola e acquisti <em>L’Altro</em>, il nuovo quotidiano che leggete tu e la colf di Bertinotti.</p>
<p>Il fenomeno di degrado non si arresta qui. Pranzo e cena ormai li consumi stabilmente al ristorante <em>Rutti e cattivi</em> a Testaccio: ordini sempre penne al gorgonzola e cipolla, innaffiate con abbondante rosso dei Castelli romani. Leccata la fondina chiedi “UN ALTRO! aò, senza apostrofo!” e poi “UN ALTRO” e “UN AL-TRO” ancora finché non stai male e ti accompagnano al gabinetto, dove trattieni per te solo l’anima. Ti alieni anche i rapporti sociali, perché ti è venuto un alito che sa di altrove. Tra un ufficio e l’altro entri nei bar e ordini un Campari col bianco poi un altro (“senza  apostrofo, aò!”) e un altro ancora finché il fegato non minaccia la secessione.</p>
<p>In breve tempo diventi obeso e alcolizzato: non sei più tu, ma un altro.</p>
<p>I parenti, allarmati perché la Capitale anche così è già piena di barboni, si rivolgono al medico di base che li manda (gratis) da un altro medico che, dopo aver ascoltato il paziente (te) e i famigliari, vi indirizza (150 euro “Per la fattura ci va l’IVA…”) a un Centro sperimentale per il recupero di “devianti cerebrali”. Ricevute assicurazioni che anche là potrai continuare ad assumere penne al gorgonzola e cipolla affogate nel Campari, raccatti i tuoi 150 chili (IVA esenti) e prendi il volo.</p>
<p>Il tempo per l’aereo di fare il solito <em>marameo!</em> alla legge di gravità, e ti ritrovi a fluttuare nella memoria. Sarà il cambiamento di pressione, il fiume delle lacrime abbandona il suo letto abituale e tracima ad ammorbidirti la barba dura di oltre una settimana. Sul velo delle lacrime proietti quei momenti…</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Trap</strong></p>
<p>Coetaneo di Miguel Bosè (nessuno è perfetto), Trap è un GIP (Grigio  Impiegato Pubblico). Anonimo per nascita e vocazione. Consuma vita e  suole delle scarpe in quel di Roma. Suoi racconti sono stati pubblicati  in diverse antologie.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/15-altro/'>15 - Altro...</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/153/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=153&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Gomma da masticare alla ciliegia&#8221; &#8211; Giuseppe de Santis (Osare)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[06 - Osare]]></category>

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		<description><![CDATA[La cartina stradale riempie per intero l’abitacolo della vecchia Cinquecento parcheggiata sul ciglio della statale. I radi rami di ulivo creano piccole macchioline d’ombra che si nascondono nell’abitacolo. – Si sono persi – sorride l’uomo, mentre affianca la portiera turchese dal lato della strada e attraversa, cercando un po’ d’ombra. Si passa un fazzoletto sulla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=150&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cartina stradale riempie per intero l’abitacolo della vecchia Cinquecento parcheggiata sul ciglio della statale. I radi rami di ulivo creano piccole macchioline d’ombra che si nascondono nell’abitacolo.</p>
<p>– Si sono persi – sorride l’uomo, mentre affianca la portiera turchese dal lato della strada e attraversa, cercando un po’ d’ombra. Si passa un fazzoletto sulla fronte, poi sistema sul naso le piccole lenti circolari, stanco di asciugarsi il sudore. Guarda in lontananza respirando il vapore che si leva dall’asfalto. Decide per una sosta, per quanto gli ulivi che circondano la strada non lo invoglino tanto. Ma in fin dei conti è tutta l’ombra che può avere. Ha deciso lui di non andare in autobus. E la vecchia bicicletta è ormai andata per la sua strada. Almeno è quello che Dio gli ha detto il giorno che gliel’hanno rubata. Sì, proprio Dio. Gli è comparso in sogno e gliel’ha detto. E ha anche aggiunto: – I viaggi servono per crescere e conoscersi meglio. Incamminati pure per la tua strada.</p>
<p>Ma Oliviero non ha capito subito cosa intendesse Dio. Lo ha capito una settimana dopo, quando gli è giunta in sagrestia una strana lettera. Lo ricorda bene quel giorno. Erano le sei e tre quarti e stava indossando le vesti liturgiche. Il capo gli era rimasto incastrato nella tunica non avendo slacciato l’ultimo bottone del colletto. A un certo punto, mentre si dimenava per liberarsi dal sacro indumento che sembrava aver preso vita, sente dei passi avvicinarsi. A fatica riesce a liberare un occhio e a sbirciare dal colletto. Vede così un bambino che gli si avvicina, urlando come un pazzo e correndo a squarciagola. Febbrile, il moccioso lo raggiunge e con la punta del piede gli colpisce lo stinco con forza. Oliviero allora si china, imbrigliato com’è dalla veste liturgica, e lascia andare un lungo gemito direttamente dalla gola. Barcolla, tenendosi con tutte e due le mani lo stinco. Il bimbo ne approfitta. Frettolosamente, e urlando, insinua le mani nella tunica, gli ficca la lettera in bocca, gli stringe il mento con l’altra mano e corre via dalla porta della sacrestia saltellando e urlando, come se si fosse rotto un piede dando il calcio.</p>
<p>– Ma dove l’ho messa? – si chiede Oliviero rivedendo davanti a sé l’accaduto, sdraiato all’ombra degli ulivi. – Un attimo – ripete a bassa voce, asciugandosi il sudore con il dorso della mano. Poi con il braccio accosta la giacca al petto per controllare che la lettera sia nella tasca interna. Non soddisfatto la tira fuori, poi la ripone consolato; la lettera, non l’ha perduta.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Giuseppe De Santis</strong></p>
<p>È nato a Terlizzi nel 1982.  Ha pubblicato “La Crocifissione delle  illusioni” (Il Filo, 2006) e ha partecipato a tre antologie di racconti  con Giulio Perrone Editore.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/06-osare/'>06 - Osare</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=150&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Frammenti spezzati&#8221; &#8211; Annamaria Trevale (Ricordare)</title>
		<link>http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/2010/04/15/frammenti-spezzati-annamaria-trevale-ricordare/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[14 - Ricordare]]></category>

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		<description><![CDATA[15 settembre 2001 Mi chiamo Luisa e ho compiuto da poche settimane settant’anni. Ancora oggi mi dicono che ho un bell’aspetto, anche se i capelli che in gioventù erano biondi ora sono argentati, ma non stanno poi male con gli occhi azzurri, e ho mantenuto un corpo slanciato e un passo giovanile. Quand’ero giovanissima, poco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=145&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>15 settembre 2001</p>
<p>Mi chiamo Luisa e ho compiuto da poche settimane settant’anni.</p>
<p>Ancora oggi mi dicono che ho un bell’aspetto, anche se i capelli che in gioventù erano biondi ora sono argentati, ma non stanno poi male con gli occhi azzurri, e ho mantenuto un corpo slanciato e un passo giovanile.</p>
<p>Quand’ero giovanissima, poco più che ventenne, mi ero innamorata pazzamente di un artista bello e capace di conquistarmi al primo sguardo, ma purtroppo anche del tutto squinternato, fino al punto di scappare da casa con l’intenzione di condividere con lui un’esistenza molto eccitante e anticonvenzionale, salvo ritrovarmi in breve tempo abbandonata con un bimbo piccolo da crescere.</p>
<p>Per fortuna, facendo ritorno dai miei genitori col capo cosparso di cenere in cerca di sostegno, ho ritrovato Armando, un ragazzo che, come poi mi raccontò, si era innamorato di me fin da quando mi sbirciava da lontano alle fiere del paese quando eravamo ancora adolescenti, e che è stato in grado di aiutarmi a ritrovare fiducia nel futuro, convincendomi a sposarlo, così che la nostra unione continua da più di quarant’anni.</p>
<p>Del mio primo compagno non so più nulla da moltissimo tempo, e anche nostro figlio Oliviero, dal nome poco usuale come le idee di suo padre che volle assolutamente chiamarlo così, nonostante sia stato cresciuto con molto affetto e responsabilità da Armando, ha scelto a un certo momento di andarsene, in preda a delle crisi mistiche che io, di convinzioni piuttosto scettiche, non ho assolutamente compreso, ma dal matrimonio sono poi nate Roberta e Silvana, e ora ci sono anche i loro mariti e figli ad aumentare la nostra bella famiglia.</p>
<p>Potrei dunque ritenermi una donna felice e soddisfatta, se da qualche tempo non avessi iniziato ad avere qualche problema con la mia memoria, che purtroppo sembra non voler più essere la stessa, quasi prodigiosa, che fino a pochi anni fa mi permetteva di ricordare nomi, date e avvenimenti riguardanti non solo la mia esistenza personale, ma anche quella dei miei genitori e di buona parte degli altri familiari, per non parlare delle trame dei libri che leggevo, dei film che vedevo o dei luoghi che visitavo nel corso di qualche viaggio.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Annamaria Trevale</strong></p>
<p><a href="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/annamaria-trevale.jpg"><img title="Annamaria Trevale" src="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/annamaria-trevale.jpg?w=150&#038;h=99" alt="" width="150" height="99" /></a></p>
<p>Nata a Milano nel 1958. Ha pubblicato un romanzo (“A quattro mani”, Oppure, 2002), due raccolte di racconti (“In prima persona”, Maremmi, 2004 e “Solitudini”, Prospettiva, 2008) e svariati racconti su riviste e antologie, quattordici dei quali nelle instant-anthologies di Giulio Perrone Editore. Collabora a siti e riviste letterarie online.</p>
<p><a href="http://paginebrevi.splinder.com/">http://paginebrevi.splinder.com</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/14-ricordare/'>14 - Ricordare</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=145&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>&#8220;Nomen omen&#8221; &#8211; Vanessa Banfi (Sorprendersi)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[04 - Sorprendersi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe stata una domanda che mi avrebbe torturato per tutta la notte. L’avevo capito subito. Del resto il destino, camuffato nei panni di due genitori invasati, oltre trent’anni prima già si era beffato di me affibbiandomi un nome che mi avrebbe fatto sentire un indeciso a vita. – Amleto, che nome del cacchio! – dicevo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=141&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe stata una domanda che mi avrebbe torturato per tutta la notte. L’avevo capito subito.</p>
<p>Del resto il destino, camuffato nei panni di due genitori invasati, oltre trent’anni prima già si era beffato di me affibbiandomi un nome che mi avrebbe fatto sentire un indeciso a vita.</p>
<p>– Amleto, che nome del cacchio! – dicevo ogni volta che mi trovavo a pensarci su. E ci rimuginavo spesso quando dovevo decidere quello più adatto al protagonista del mio ennesimo irrealizzato romanzo. Perché il nome è importante, mica lo si può scegliere così, lasciandosi trasportare dalle passioni letterarie.</p>
<p>Ma davvero, <em>questa</em> volta la questione posta dal mio analista a <em>questo</em> punto della mia esistenza doveva trovare una risposta.</p>
<p>– Perché lei si ostina a voler scrivere storie assolutamente originali, che stupiscano e spiazzino il lettore? Perché non potrebbe semplicemente attingere dalla realtà, che poi spesso tanto scontata non è? In questo modo continuerà a iniziare libri senza terminarli mai, a desiderare di essere uno scrittore senza riuscirci.</p>
<p>Il dottor Pappalettera aveva ragione. Questa fissazione dell’opera che doveva diventare un caso editoriale mi tormentava da quando avevo iniziato a dedicare alla scrittura quel che restava del mio tempo, una volta svolto il mio dovere di impiegato comunale.</p>
<p>Quasi fosse l’unico modo di sfuggire alla mia monotona esistenza, avevo trascorso notti insonni davanti al computer e pomeriggi interi a Villa Borghese per trarre ispirazione, senza però arrivare a concludere nulla. Tutto mi sembrava già scritto e già letto. E quello che mi pareva ancora non detto lo consideravo mediocre o inverosimile.</p>
<p>Alcuni giorni mi sentivo talmente fallito, scoraggiato e depresso che finivo per pensare che non mi sarebbe dispiaciuto perdere la memoria, non ricordare più nulla, dimenticare gli sbagli, i fallimenti, poter ricominciare tutto da capo. Alzarmi una mattina e <em>Puff!</em> essere una persona nuova, senza alcun insignificante e vuoto passato ma solo un futuro davanti, tutto da costruire.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Vanessa Banfi</strong></p>
<p>È nata in Toscana il 16 agosto. Si è laureata in Lingue e Letterature  Straniere e ha lavorato come collaboratrice nella redazione di  Mondadori on line. È stata coautrice di una guida turistica per il  Touring Club Italiano su Costa Brava e Barcellona. Ha pubblicato  numerosi racconti in varie antologie.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/04-sorprendersi/'>04 - Sorprendersi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=141&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Gerusalemme story&#8221; &#8211; Chiara Zanini (Innovare)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[07 - Innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parlo con Ben del fatto che siamo due animali davvero differenti, io e lui. Mi viene incontro con il solito sguardo fiducioso, con la sua pietra in bocca. Mi porta sempre una pietra in omaggio, un sasso, a volte una bottiglia di plastica tutta piena dei suoi morsi, quando non trova altro. È il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=138&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parlo con Ben del fatto che siamo due animali davvero differenti, io e lui. Mi viene incontro con il solito sguardo fiducioso, con la sua pietra in bocca. Mi porta sempre una pietra in omaggio, un sasso, a volte una bottiglia di plastica tutta piena dei suoi morsi, quando non trova altro. È il suo modo di salutarmi quando rientro a casa, ma anche il suo modo di avere fiducia. Non porterebbe mai un omaggio a chi non conosce. Ed ecco le nostre diversità: lui ha un credo, se vogliamo banale, crede in me. Perché mi conosce e mi riconosce, dal mio odore certo, ma anche dalla voce, dal modo in cui gli parlo. Conversiamo in inglese, ma quando lo saluto gli dico sempre shalom.</p>
<p>In questo pomeriggio di sole, un sole che non ha più la morsa del calore estivo e spande intorno una luce calda, dorata, faccio con Ben il nostro sport preferito, la pietra-volo. Ho trovato un sasso abbastanza grosso che gli dia la sensazione della preda, ma abbastanza piccolo che lui possa riportarmelo indietro tenendolo in bocca, dopo che l’ho lanciato a distanza, mostrandomi così il suo amore. Mi accuccio nell’erba alta del prato, dietro la casa. È il momento della nostra conversazione filosofica. Gli descrivo la differenza fra il credere e il non credere, cioè fra me e lui. Gli faccio osservare che il suo credo è comunque relativamente facile. Lui mi vede, mi tocca, mi annusa. Io chi dovrei toccare, annusare, vedere? – Sai Ben, i credo di noi esseri umani sono invisibili, sono leggende, miti, noi abbiamo bisogno di grandi cose, di personaggi superiori –. Lui sembra sorridere, o è un ghigno? Va’ a capire la reale espressione di un bastardino bianco e nero scodinzolante. Deposita il sasso davanti ai miei piedi, attende. La sua preghiera – per così dire – il suo rito, con-siste nel fatto che io continui a tirarlo lontano e lui me lo riporti indietro. Non si stanca mai, io invece ho già il fiatone.</p>
<p>Già, Ben, ti accontenti di poco dopotutto. Guardo gli alberi di fronte sulla piccola collina. Penso <em>Morirò a Gerusalemme</em>. Glielo dico: – Ben, morirò a Gerusalemme – e lui che ancora sorride, acquattato di fronte. Che ne so io se mi capisce, come tante altre cose non so. Fra le tante, non so chi sei, Dio dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani. Inutile che ti arrabbi, io non credo in te. Ti parlo come parlo a Ben, ti immagino un essere semplice, se piaci a tante persone. – Allora – mi dirai – perché vuoi morire laggiù? Sensi di colpa per avere rinnegato le tue origini cristiane? –. – Macché, io finirò in quel paese caldo e misterioso perché lì sono le mie radici, lo so da sempre, tuttavia non è molto tempo che ne sono consapevole.</p>
<p>Il vecchio col nuovo, il nuovo dal vecchio. Innovare.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Chiara Zanini</strong></p>
<p><a href="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/chiara-zanini.jpg"><img title="chiara zanini" src="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/chiara-zanini.jpg?w=150&#038;h=100" alt="" width="150" height="100" /></a></p>
<p>Romana, lavora all’Università Roma  Tre. Scrive poesie e racconti. Fra i riconoscimenti: Lyons Club Milano  1989 per le poesie; 2004 primo premio Festival della Letteratura di  Siderno per il libro “Galleria” – Editore Rubettino. Ha pubblicato nel  2005 per il concorso “Parole in corsa”; 2007/08 con la  Giulio Perrone  Editore in antologie di poesie e racconti; 2008 Albus Editore &#8211; raccolta  “Scooter…con le ali ai piedi”; 2009 Perrone Editore, libro di racconti  “La piccola mela”.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/07-innovare/'>07 - Innovare</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=138&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;L&#8217;amico inatteso&#8221; &#8211; Costantino Quarta (Conoscersi)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 - Conoscersi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascoltando i ricordi, hai l’illusione di parlare a un vecchio amico; poi guardandoti accanto scopri che quell’amico, che credevi così prodigo di consigli, è già andato via. Ma tu continui a parlare lo stesso, forse anche a gesticolare, o a offrirgli da bere, dicendogli “il tuo bicchiere lo poggio qui, va bene?” e ricominci con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=135&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascoltando i ricordi, hai l’illusione di parlare a un vecchio amico; poi guardandoti accanto scopri che quell’amico, che credevi così prodigo di consigli, è già andato via. Ma tu continui a parlare lo stesso, forse anche a gesticolare, o a offrirgli da bere, dicendogli “il tuo bicchiere lo poggio qui, va bene?” e ricominci con la foga di prima…</p>
<p>Il mare d’inverno. Gli piaceva, diceva. Lo calmava.</p>
<p>Lei non l’aveva mai capita questa cosa. A Lei dava solo una sensazione di vuoto, di mancanza. Per questo lui prendeva quella casa sempre da solo.</p>
<p>Una settimana, non di più; una mediazione onorevole… forse. La mareggiata quel giorno riusciva a far arrivare nubi d’acqua polverizzata fin dentro la casa – alta sul mare – e schiuma viva sugli scogli fino ai primi gradini che salivano la scogliera. Decise di preparare le lenze e tentare di pescare qualcosa quando il mare si fosse calmato. Si mise all’opera.</p>
<p>Pensò alla faccia che avrebbe fatto lei se le avesse proposto di dargli una mano con le lenze, ma si punse con l’amo, quindi, regola aurea: non distrarsi mai mentre si fanno le lenze.</p>
<p>– C’è un modo più veloce per fissare gli ami – disse una voce da fuori la finestra.</p>
<p>Massimo trasalì a quella improvvisa apparizione. Forse troppo improvvisa.</p>
<p>– A sì? E quale sarebbe… – rispose tra il sorpreso e lo scettico.</p>
<p>– Glielo mostro, posso entrare?</p>
<p>– Venga pure dentro. Io sono Massimo.</p>
<p>– E io Alessio, piacere.</p>
<p>– Ecco vede, passando sotto di qua, facendo il cappio in questa maniera e tirando… il gioco è fatto.</p>
<p>– A me non sembra – disse Massimo.</p>
<p>– Vogliamo fare una gara?</p>
<p>– Dieci ami per uno, a chi finisce prima.</p>
<p>– Ok, pronto?</p>
<p>Le mani dei due scattarono. Gesti rapidi, ma sicuri.</p>
<p>– Fatto! – gridò Alessio, mentre l’altro era ancora all’ottavo amo.</p>
<p>– Be’… devo ammettere la sconfitta – disse Massimo con uno sguardo non privo di ammirazione. – Cena offerta?</p>
<p>– Per me va benissimo, tanto il pesce lo peschiamo noi, no? – e sorrise.</p>
<p>Uscirono a fare la tremolina sulla spiaggia, parlando del più e del meno. Alessio disse di alloggiare in una villetta non lontana e, vedendo la luce accesa in un periodo dell’anno così scarso di umanità, aveva pensato di andare a conoscere il suo vicino.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Costantino Quarta</strong></p>
<p>Vive a Roma, dove lavora come grafico pubblicitario. Coltiva da anni  la passione per la scrittura. Molti suoi racconti sono pubblicati su  antologie e riviste del settore. Ha vinto nel 2008 il premio “Les fleurs  du mal” con il racconto Sabato sera.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/11-conoscersi/'>11 - Conoscersi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/135/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=135&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Incontrarsi&#8221; &#8211; Leila Mascano (Incontrarsi)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[13 - Incontrarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci incontravamo il giovedì, e io affrontavo due ore di treno per andare da lui. Mi riceveva in poltrona, accanto alla finestra, in giacca da camera, con un libro fra le mani. Qualche volta lo trovavo che fissava le palme che, al di là dei vetri, si stagliavano contro il cielo che cominciava a farsi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=132&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci incontravamo il giovedì, e io affrontavo due ore di treno per andare da lui. Mi riceveva in poltrona, accanto alla finestra, in giacca da camera, con un libro fra le mani. Qualche volta lo trovavo che fissava le palme che, al di là dei vetri, si stagliavano contro il cielo che cominciava a farsi scuro, e mi diceva senza voltarsi: Venere, la prima stella della sera. La voce era ironica, come il suo sorriso quando si girava a salutarmi. Ma era solo un attimo. Sfoderava il suo fascino anche con me, ora, e mio malgrado riusciva ancora a fare breccia nel mio cuore, per quanto diffidassi di lui. Era stato due o tre volte molto male, costringendomi a precipitarmi a Napoli, ma ogni volta aveva superato la crisi. – Al lupo! Al lupo! – gli avevo detto in quelle occasioni avvicinandomi al letto, e lui ridendo: – Sì, ma il lupo sono sempre io.</p>
<p>Si comportava come un primo attore nel suo camerino, o un ospite nella cabina di lusso di un transatlantico. Non parlava dei suoi problemi di salute se non per negarli scherzosamente: “Mai avuto problemi di cuore, io”, e rideva con una certa malizia. Li liquidava con un gesto della mano. Mi intratteneva come un’ospite in visita, raccontandomi storie, episodi della sua vita, o commentando argomenti d’attualità. Era straordinariamente colto, acuto, brillante: la sua intelligenza era tagliente, una specie di cinismo sarcastico che applicava anche a se stesso, ma con me, contrariamente che in passato, non si spingeva troppo in là. Diciamo che era piuttosto moderato.</p>
<p>Ci eravamo avversati tutta la vita, senza incontrarci mai su niente. L’avevo deluso da subito, nascendo femmina, e avevo continuato a deluderlo, nonostante facessi di tutto perché fosse fiero di me, finché a un certo punto mi ero ribellata, scatenando le sue ire e perdendo definitivamente, o così mi pareva, il suo arido affetto. Questo suo nuovo atteggiamento di tollerante benevolenza nei miei confronti risaliva agli ultimi anni, e mi faceva rabbia. Troppo tardi, mi dicevo, troppo tardi, non mi freghi più. Sapevo a cosa dovevo questa nuova indulgenza. Mio padre era stato finalmente colpito al cuore. L’oggetto del suo amore era ormai una bellissima adolescente: mia figlia Alessandra, nei cui tratti per giunta ritrovava quelli della madre troppo presto perduta. Non c’era traccia dell’uomo duro e arrogante che era stato con me nei suoi rapporti con lei, che naturalmente lo adorava.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Leila Mascano</strong></p>
<p>È nata a Napoli ma vive da alcuni anni a Roma. È autrice del romanzo  “Fammi ridere” edito da Robin Edizioni. Ha pubblicato numerosi racconti e  poesie nella collana PerroneLAB. E’ appassionata di musica, di pittura,  di viaggi, ma il suo grande amore resta la letteratura.</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/13-incontrarsi/'>13 - Incontrarsi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=132&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;L&#8217;euforia&#8221; &#8211; Stefano Mascella (Apprendere)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[03 - Apprendere]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il giovane prete tentò di passargli la Bibbia affinché lui la stringesse tra le mani come ultimo atto di fede prima che venisse recitata la formula dell’unzione degli infermi, il vecchio si ribellò, respinse il tomo e urlando nel microfono che penzolava dal soffitto pretese invece una copia della Divina Commedia. – Infermiera! Possibile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=129&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il giovane prete tentò di passargli la Bibbia affinché lui la stringesse tra le mani come ultimo atto di fede prima che venisse recitata la formula dell’unzione degli infermi, il vecchio si ribellò, respinse il tomo e urlando nel microfono che penzolava dal soffitto pretese invece una copia della <em>Divina Commedia</em>.</p>
<p>– Infermiera! Possibile che non si possa leggere l’<em>Inferno</em> qua dentro? – Poi si rivolse al sacerdote: – Ma questo non le pare un controsenso, padre? Sono già sceso all’inferno, ma non mi viene concesso di leggerne!</p>
<p>Il prete, senza accorgersene, portò a sé le braccia a mo’ di scudo per difendersi dei fendenti verbali del vecchio. La Bibbia così gli finì sotto l’ascella sudata.</p>
<p>– Fa caldo, eh? E chissà adesso i profeti cosa penseranno dei suoi afrori…</p>
<p>Il povero prete cercò istintivamente una posizione diversa del corpo, così la Bibbia nelle sue mani fece due o tre volteggi inconsapevoli nell’aria, si suppone con grande sollievo di Isaia, Geremia, Ezechiele e compagni. È che faceva un caldo infernale, quel pomeriggio di luglio. Un caldo vero, non dovuto a ipotetiche fiamme ultraterrene.</p>
<p>La primavera aveva smesso di resistere all’estate, che infine era arrivata rovente come un ferro da stiro, tanto che l’impianto dell’aria condizionata della clinica annaspava. Con imbarazzo il sacerdote depose il testo sacro sul tavolinetto semovibile posto a cavallo della pediera del letto.</p>
<p>– Ecco, bene così – infierì il vecchio. – Il padreterno, con il quale ormai da giorni ci diamo del tu, mi chiede di riferirle che in Paradiso s’è levata una salmodia di ringraziamento per il suo gesto pietoso!</p>
<p>L’ecclesiastico non fece in tempo a formulare un tentativo di risposta che la porta della stanza si dischiuse e un’infermiera in tutina rosa si affacciò appena.</p>
<p>– Eccomi Maestro… ha chiamato? – Quella vocina dalla timbrica squillante portò inaspettate note di allegria nella stanza, come se invece di una porta fosse stata stappata una bottiglia di spumante e le bollicine avessero invaso l’aria.</p>
<p>– Ah, Rosy! Finalmente! – disse l’uomo riconoscendola.</p>
<p>La ragazza varcò la soglia come una folata di vento leggero, bella come l’intelligenza, generosa come l’attenzione, allegra come può esserlo solo la giovinezza quando è allegra. Mentre s’avvicinava al letto dell’anziano paziente i suoi occhi ridenti incrociarono quelli spaesati del giovane sacerdote; fu un attimo, poi li rivolse subito verso il capezzale del ricoverato.</p>
<p>– Maestro, le faremo avere presto la copia della <em>Divina Commedia </em>che ha chiesto…<em> </em></p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Stefano Mascella</strong></p>
<p><a href="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/stefano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-237" title="Stefano Mascella" src="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/stefano.jpg?w=153&#038;h=183" alt="" width="153" height="183" /></a></p>
<p>È nato a Roma e fa l’ingegnere. Ha iniziato a scrivere racconti da  quando è sprofondato irreversibilmente negli anta. Qualche piccolo  premio letterario qua e là, e il danno è stato fatto. Si è anche  catapultato su quattro romanzi, ma col rigore che gli deriva dalla  professione non ne ha ancora terminato nessuno. Infine è fondatore e  admin del forum di scrittura de-genere “undiciparole”.</p>
<p><a href="http://undiciparole.forumfree.it/">http://undiciparole.forumfree.it</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/03-apprendere/'>03 - Apprendere</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=129&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La biblioteca&#8221; &#8211; Giovanni Venturi (Leggere)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[08 - Leggere]]></category>

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		<description><![CDATA[La Biblioteca Nazionale occupava, e ancora occupa, l’ala orientale del Palazzo Reale. Da quando nel 1804 venne aperta al pubblico, l’accesso alla conoscenza permise a molte persone di incrociare le proprie storie nelle ampie sale. Tra volumi e manoscritti, carta stampata e sussurri nei corridoi, si narra che molte storie d’amore siano nate così, per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=127&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Biblioteca Nazionale occupava, e ancora occupa, l’ala orientale del Palazzo Reale. Da quando nel 1804 venne aperta al pubblico, l’accesso alla conoscenza permise a molte persone di incrociare le proprie storie nelle ampie sale. Tra volumi e manoscritti, carta stampata e sussurri nei corridoi, si narra che molte storie d’amore siano nate così, per caso, ma finora nessuno ne ha mai riportato testimonianza. Finora.</p>
<p>Il ragazzo non la notò. All’inizio neanche la ragazza lo vide. Si spostò verso la sala principale passando da un’estremità all’altra della biblioteca. Era immensa e, mentre attraversava tutte le sale, osservava con calma le pareti ricoperte di scaffali e libri e i finestroni riparati da tende spesse che quasi occultavano il panorama. Lì, lontano dagli sguardi di tutti, eppure così vicino, c’era, e c’è, il mare.</p>
<p>Cominciò a scendere le scale per raggiungere l’ingresso lasciando il libro che aveva chiesto in prestito aperto al suo posto, accanto allo zainetto scuro.</p>
<p>Il ragazzo che le passò accanto in quel momento aveva uno sguardo allegro. Indossava una maglietta a righe bianche e blu con un disegno composto da quattro piccoli pellicani sul petto, dei bermuda chiari e scarpe da ginnastica. Lei, che rivolgeva lo sguardo ai gradini, non si accorse di lui. Vide solo un paio di gambe correre su, si voltò, lo vide di spalle e lo seguì con lo sguardo finché non sparì nella biblioteca.</p>
<p>Erano le nove e mezza di una mattina di maggio, limpida e luminosa, animata da un fresco venticello che diffondeva nell’aria un leggero profumo di mare. Era lì da sola, non riusciva a coinvolgere nessuna delle sue amiche, loro preferivano studiare a casa, non avevano un buon rapporto con le biblioteche e in particolare con quella nazionale. In quel luogo la concentrazione di testi era talmente fitta che rischiavano di soffocare. Così dicevano. Lei invece aveva una vera passione per i libri e quel luogo antico l’aveva sempre affascinata.</p>
<p>Tornò dentro e risalì le scale lentamente.</p>
<p>Una volta rientrata in biblioteca non ricordava quasi più dove fosse il suo posto. Si trovava nella sala giusta, quella in fondo, eppure era ugualmente disorientata. Poi capì: c’era un ragazzo sulla sua sedia.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Giovanni Venturi</strong></p>
<p>È nato a Napoli nel 1973. Ha pubblicato la poesia “Volare” nel volume  “IV Premio Letterario Logos” (2009) e diversi racconti nelle antologie  edite da PerroneLAB (2009-2010). Ha partecipato al progetto “Book  Factory”, organizzato da Aldo Putignano, con il romanzo cooperativo “La  vera bellezza” pubblicato da Boopen Led (2010).</p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/08-leggere/'>08 - Leggere</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=127&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Cara mamma&#8230;&#8221; &#8211; Lucia Sallustio (Rivelare)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioagar</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 - Rivelare]]></category>

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		<description><![CDATA[Girava e rigirava la lettera tra le mani nodose e tremanti da un bel po’, senza aprirla. Provava una sgradevole sensazione di nausea, una stretta dolorosa alla gola. Si toccò il collo e se lo strofinò, poi ritrasse la mano, umiliata dalla stretta delle carni molli e rattrappite. Le facevano venire in mente la pelle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=119&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girava e rigirava la lettera tra le mani nodose e tremanti da un bel po’, senza aprirla. Provava una sgradevole sensazione di nausea, una stretta dolorosa alla gola. Si toccò il collo e se lo strofinò, poi ritrasse la mano, umiliata dalla stretta delle carni molli e rattrappite. Le facevano venire in mente la pelle cadente e porosa delle ali di un cappone. Come si era ridotta! Non era solo colpa della vecchiaia che pure, per quanta vanità le fosse rimasta in corpo, faceva la sua parte. Era proprio la maniera in cui aveva dissipato la sua vita, e non solo la sua.</p>
<p>Sobbalzò. Suonavano alla porta, un suono protratto, nervoso, di chi è stato lì a pigiare senza risposta. Erano arrivati. Avrebbe voluto che quella nuova mattina non fosse mai giunta, addirittura aveva farneticato, nell’incoscienza della notte, che l’avessero trovata morta nel suo letto. Bella morte quella che sopraggiunge leggera come il sonno, senza dolore, senza rumore, senza colore.</p>
<p><em>Vigliacca. Lo sei sempre stata. Al punto da negare mille volte la verità intorno a te. A che ti è valso, se dovevi ridurti così, Milady?</em></p>
<p>– Possiamo, signo’? le chiese spavaldo il giovane col cappellino bianco in testa che ruminava una chewingum sull’uscio. In altri tempi lo avrebbe apostrofato male, dall’alto della sua alterigia. <em>Sciacallo</em>, si limitò a pensare.</p>
<p>Non aveva perduto la sua aria arcigna, né la cura della persona, benché ormai le fosse restato ben poco anche nell’armadio.</p>
<p>Aveva conservato i capi più preziosi, quelli cui era legata per motivi sentimentali. Le venne da ridere al pensiero che nel suo cuore davvero potessero albergare dei sentimenti. Sì, qualcuno in effetti c’era. L’amore eccessivo per se stessa. Aveva ragione Irene.</p>
<p>&#8230; continua &#8230; sul libro</p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;autrice</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p><strong>Lucia Sallustio</strong></p>
<p><a href="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/2009_0615fotoluciana00971.jpg"><img title="2009_0615FotoLuciana0097" src="http://ilgiocodeiquindici.files.wordpress.com/2010/03/2009_0615fotoluciana00971.jpg?w=135&#038;h=150" alt="" width="135" height="150" /></a></p>
<p>Risiede e lavora a Molfetta. Si  divide fra letteratura, insegnamento, traduzioni e famiglia.  E&#8217; autrice  di numerosi racconti  e poesie pubblicati in antologie edite da   Nottetempo, Giulio Perrone Editore, Prospettiva, Laboratorio Gutenberg.  Collabora con riviste letterarie anche on-line. Ha appena terminato il  suo primo romanzo.</p>
<p><a href="http://www.luciasallustio.wordpress.com/">http://www.luciasallustio.wordpress.com</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://ilgiocodeiquindici.wordpress.com/category/10-rivelare/'>10 - Rivelare</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilgiocodeiquindici.wordpress.com/119/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilgiocodeiquindici.wordpress.com&amp;blog=12525995&amp;post=119&amp;subd=ilgiocodeiquindici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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